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La Francesca in salsa Felliniana di Edoardo Sanguineti: l’inferno è Rimini in dicembre …

La figura romantica per eccellenza?

Una donna vittima della propria passione che per contrastare un infelice matrimonio combinato ha scelto di sfidare il pericolo e di abbandonarsi a una storia d’amore proibita. Solo la morte, caro ma inevitabile prezzo da pagare, porrà fine all’incanto: ecco l’immagine che ci viene immancabilmente in mente se pensiamo a Francesca da Rimini, figura romantica per eccellenza, rappresentante ufficiale delle storie d’amore che non conosceranno mai un lieto fine ed inesauribile fonte di ispirazione per i tanti artisti che attraverso i secoli hanno cercato di dare un viso alla passione, quella che non si spegne neanche tra le fiamme dell’Inferno.

E se provassimo per una volta a pensare a questa stessa Francesca da Rimini non come ad un’eroina tragica a cui è stata tolta la vita per l’unico motivo di aver amato, bensì come a una poveraccia ingannata da “questo mascalzone del Paolo“, che ha saputo sfruttare la sua debolezza per i romanzi d’amore? E se questa passione travolgente di una volta, che fa convivere i nomi dei due amanti al punto di non poter mai parlare dell’uno senza nominare l’altra, fosse stata ridotta nell’aldilà ad un’insignificante “mezza cotta”?

Una lagna eterna: il rimpianto degli anni d’oro

Paolo e Francesca, William Dyce, 1845, National Gallery of Scotland, (dettaglio).

Questo è proprio il ritratto che propone Edoardo Sanguineti della più famosa tra le donne infernali in una puntata delle Interviste Impossibili, mandata in onda sulla Rai nell’estate del 1974. In una telefonata faticosa, piena di rumori di sottofondo e interruzioni di linea, al secondo cerchio dell’Inferno, Edoardo immagina di chiedere a Francesca i dettagli della faccenda che le costò la vita insieme al suo amante, proprio come fece quel “giornalista” che era Dante secoli prima.

Rassegnato ad ascoltare la versione esposta dalla donna poiché, e si sa sin dai tempi della Commedia di Dante, non è da Paolo esprimersi, lascia spazio ad una non più giovane Francesca, anche lei rassegnata a raccontare la sua storia malgrado si fosse dimostrata un’altra volta riluttante a ricordare il suo passato felice. Per l’insolita Francesca delle Interviste Impossibili, impersonata in perfetto stile romagnolo da Laura Betti, la felicità assomiglia ad un tempo lontano in cui la “ragazzuola niente male” di Ravenna faceva girare la testa a tutti.

Mentre al di fuori infuria la bufera infernale, Francesca torna a raccontare la sua storia con Paolo, che rimpiange quanto i suoi giovani anni, caratterizzati dai privilegi di cui poteva godere una ragazza di buona famiglia e dalle estati spassose trascorse sul mare di Rimini. Non è più la giovane donna appassionata degli artisti romantici, piuttosto sembra la nonnina a cui i nipoti chiedono di raccontare una gioventù felice in compagnia del nonno, che ormai non vede più che come una “lagna eterna”, ognuno dando la colpa degli errori passati all’altra.

Sono intrappolato lì per colpa della tua debolezza”, piange disperatamente Paolo. “Mi è saltato lui addosso, rovinandomi il matrimonio con un marito brutto e zoppo, e mandandomi al macello”, ribadisce Francesca. E l’intervista con Edoardo Sanguineti ci permette di rispolverare una vecchia storia che pensavamo di conoscere bene.

“Niente più di una storia d’amore”

Niente più di una storia d’amore”, ecco come Francesca sintetizza un racconto che ha attraversato i secoli. Anzi, più che amore, era forse per lei un modo di sfuggire alla noia delle lunghe giornate d’inverno in cui, in provincia, non c’è niente altro da fare che leggere romanzi d’amore, “tradotti male”, per di più.

Tanti di quegli scrittori e cantanti hanno cercato di mettere le parole giuste su quel sentimento complesso che è l’amore, ma per Francesca la storia è alquanto semplice. Una storia d’amore avvincente letta in un famoso romanzo francese che le fa perdere la testa e Paolo, l’unico Galeotto della storia secondo lei (altro che il libro, o colui che lo ha scritto), colui che “si infiammava come niente” e che, vedendola immersa nella storia, coglie la palla al balzo. Per un’istante lei lo vede come “il Lancillotto” che conquista la moglie del Re Artù. E ad impersonare Ginevra non può essere che la malcapitata Francesca, che, e lo sa bene Paolo, non ha altra scelta che di cedere ai suoi istinti primari. E se per giunta Paolo fosse veramente il bell’uomo, atletico, con certi muscoli, che lanciava certe occhiate da togliere il fiato che racconta Francesca… “Beh, insomma, mi capite”.

Il sogno di una Francesca mai carcerata: né all’inferno, né in un matrimonio

Edoardo Sanguneti si rituffa per noi nella storia di Francesca da Rimini, che si lamenta di ricevere sempre meno visite: ed è vero che fra la prima fatta da Dante e quest’ultima, sono stati ben pochi a non rappresentarla come un mito, intrappolata in una storia in cui non ha voce.

Prima dell’addio, coglie l’occasione data da questa rara intervista per chiedere ad Edoardo: “se passa qui giù un giorno o l’altro, mi porti un romanzo?” facendo in seguito il nome di Françoise Sagan, la scrittrice francese probabilmente influenzata dal film “I Vitelloni” di Fellini, che descrive una vita che la stessa Francesca avrebbe potuto conoscere se fosse vissuta nel Novecento, la donna libera di cui avrebbe potuto invidiare lo stile di vita incurante dei pettegolezzi, l’autrice di “Bonjour Tristesse”, romanzo nel quale una donna può scegliere qualunque uomo senza ritrovarsi “carcerata” né all’Inferno, né in un matrimonio.

Alla fine, ci dicono Edoardo Sanguineti e Laura Betti, forse la storia di Paolo e Francesca non è un mito, bensì una semplice storia d’amore come tante altre, un colpo di fulmine durato il tempo di un bacio, un fatto accaduto in un momento di debolezza, con l’unica colpa che “un uomo è un uomo, e una donna è una donna, no?

DOVE ASCOLTARE L’INTERVISTA ORIGINALE

 https://youtu.be/K8CHGIpXTAE

Tutte le trasmissioni delle “Interviste Impossibili” sono disponibili sul sito della Rai (http://www.teche.rai.it/programmi/le-interviste-impossibili/).

Non solo all’inferno, anche Beatrice ha qualcosa da dire: https://museodivinonapoli.it/2020/07/06/un-paradiso-che-somiglia-a-un-inganno-maschile-la-beatrice-ribelle-di-umberto-eco/

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